giovedì 2 gennaio 2014

Tecnologie e scuola

Se i “nostri” giochi sono un ricordo impresso nella mente, non si può dire altrettanto delle “tecnologie” usate a scuola, spesso in maniera del tutto casuale; la scuola infatti è rimasta ancorata ad una didattica più tradizionale, che, per varie ragioni, poco ha tenuto in considerazione l’evoluzione tecnologica che il mondo “esterno” stava vivendo. Le lezioni in cui facevano la loro comparsa le prime innovazioni tecnologiche come la lavagna luminosa, il proiettore di diapositive, il registratore vengono ricordate come momenti di svago, del tutto occasionali, trascorsi a scuola. L’introduzione del calcolatore nella scuola è stata lenta e graduale, a partire dai livelli scolari più alti, alla metà degli anni Ottanta, per arrivare verso la fine degli anni Novanta alla scuola di base, seguendo un percorso discontinuo e poco lineare. Inizialmente il calcolatore era pensato come una tecnologia da utilizzare a livello di scuola superiore, e si pensava di usare applicativi “general purpose” più che di usare software didattico; successivamente sono comparsi i cosiddetti “courseware” per l’area scientifica. Dovevano passare ancora anni prima di vederne, anche nell’area umanistica, un possibile uso non solo come strumento per la videoscrittura, ma anche come esperto linguistico, come strumento per riflettere sulla genesi del testo. In alcune occasioni è stata anche “scoperta ed esaltata” la funzione abilitante del calcolatore in presenza di situazioni talora anche molto gravi di disabilità sensoriale, con un conseguente impiego talora esclusivo con i soggetti disabili. Soltanto negli ultimi anni la scuola di base ha potuto disporre di risorse multimediali pensate per i più piccoli calibrate sulle loro esigenze, fornendo delle vere e proprie occasioni di apprendimento sempre meno sporadiche e sempre più inserite nella programmazione didattica e mettendo in pratica, finalmente, quanto suggerito dal Documento Programmatico per la Scuola dell’Infanzia Statale che riguardo all’educazione mass-mediale, recita: “I bambini potranno realizzare, anche nei confronti degli oggetti e delle strumentazioni tecnologiche più diffuse, un’ampia esplorazione diretta, accompagnata da occasioni di riflessione, della loro realtà culturale […] rievocare e riprodurre esperienze e situazioni per farne oggetto di gioco, di verbalizzazione, di confronto, di conoscenza e di rappresentazione sempre più ricca1

Fonte: Silvia Dini, Lucia Ferlino - Istituto Tecnologie Didattiche - Genova
1D.M. 3/6/91

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