venerdì 31 gennaio 2014

Programmi per manipolare la realtà e sviluppare la creatività

“Facciamo finta che io ero... e dicevo... e tu rispondevi...” Osservando i bambini che giocano insieme e facendo attenzione a quello che si dicono, possiamo notare che spesso organizzano il gioco programmando una sequenza di azioni; costruiscono durante il gioco una sorta di sceneggiatura dinamica; l’idea è che alla base di questo comportamento ci sia la necessità di organizzare in tutte le sue componenti l’azione “giocata”, per arrivare a una pianificazione delle attività sia a livello individuale che a livello di gruppo. “Che cosa succede se... si mischiano colori, se si cambiano le dimensioni delle figure, se si modifica la velocità o se si cambia il ritmo di un brano musicale”, sono questi gli interrogativi che si pongono spesso i bambini, ai quali cercano di trovare risposte “sperimentando” direttamente, sulla linea dell’imparare facendo (learning by doing), anche se vedere nell’immediato il rapporto giocare con i colori e le immagini, modificandole, che propongono strumenti per “fare” ed “ascoltare” musica, e per comporre storie illustrate. Si tratta, in genere, di ambienti aperti, caratterizzati dalla possibilità di esplorare liberamente le funzionalità che offrono, di manipolare i contenuti, favorendo lo sviluppo della progettualità e della creatività in vari ambiti (grafica, musica, composizione). L’intervento sui contenuti è solitamente diretto, senza la necessità di una mediazione esterna (genitore, insegnante), data la semplicità e l’immediatezza dell’ambiente operativo.

Fonte: Silvia Dini, Lucia Ferlino - Istituto Tecnologie Didattiche - Genova

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